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Che cosa è un impianto dentale?

26 maggio 2022

Un impianto dentale è una piccolissima vite in titanio, lo stesso materiale utilizzato ad esempio per le protesi del ginocchio, che funziona da radice artificiale in grado di supportare i nuovi denti fissi in pazienti che li hanno persi prematuramente oppure da supporto per delle protesi che non hanno più stabilità a causa della perdita avanzata di osso.

 

Il processo che porta all’unione di un impianto con il nostro osso si chiama osteointegrazione. In questo modo le viti inserite rimangono letteralmente incollate all’osso per poter supportare la masticazione senza più svitarsi.

Impianti dentali e poco osso

Se hai perso i tuoi denti da giovane molto probabilmente ti potresti trovare nella situazione di avere poco osso per inserire gli impianti dentali. Questo deriva dal fatto che con un’estrazione precoce il riassorbimento dell’osso si accentua fino a perdere una buona parte del suo spessore.

 

Fortunatamente con le nuove tecnologiche la mancanza di osso non è più una controindicazione assoluta per l’inserimento degli impianti dentali.

 

Immagina l’impianto dentale come un tassello da inserire nel muro. Se la consistenza della parete è molle o sottile la vite non avrà sostegno e con il tempo andrà a cedere.

Per questo motivo, nei casi di insufficienza ossea, possiamo tranquillamente aumentare il volume del tuo osso. Alcune volte si possono utilizzare dei materiali artificiali, altre volte, quando possibile, si utilizza l’osso vicino a dove un tempo era presente il dente del giudizio. In tutti i casi l’intervento si effettua direttamente nel nostro studio senza particolari controindicazioni. Affidati ad odontoiatri esperti perché chi sconsiglia queste procedure il più delle volte lo fa perché non è in grado di eseguirle.

 

In altri casi possiamo ovviare alla perdita di osso utilizzando degli impianti stretti e corti. Anche in questo caso la procedura può essere attuata in sicurezza.

 

L’ultima strada possibile è quella di sfruttare l’osso residuo inserendo gli impianti proprio in questa zona. Devi sapere infatti che con precise tecniche chirurgiche possiamo inserire in modo obliquo le viti ed andare a sfruttare l’osso rimanente per avere i denti fissi e bellissimi nelle 24 ore successive.

Quanto dura l’intervento per un impianto dentale?

Al contrario di quanto si possa immaginare l’intervento di un impianto singolo, nella maggior parte dei casi, si risolve in una decina di minuti.

Serve senz’altro più tempo alle nostre assistenti per allestire la sala operatoria in modo da svolgere il tutto in un ambiente igienico e sterile.

 

Il nostro protocollo operativo prevede di visitare il paziente una settimana prima in modo da poter fornire e spiegare la corretta terapia farmacologica, cosa mangiare nei giorni successivi e analizzare e firmare i consensi relativi all’intervento.

 

È nostra prassi che gli interventi odontoiatrici vengano svolti in una bocca pulita, pertanto non dovrà sembrare strano se qualche giorno prima della chirurgia il nostro igienista provvederà ad effettuare un richiamo di igiene orale.

Quando non possiamo inserire gli impianti dentali?

Nella maggior parte dei casi l’inserimento di impianti dentali è sempre possibile. Certo ci sono dei casi limite:

  • Nei ragazzi bisogna aspettare la completa crescita ossea, di solito intorno ai 21 anni;
  • Ci sono alcune malattie sistemiche che precludono la possibilità di poter effettuare gli interventi. In genere però sono così gravi che queste persone hanno altre priorità rispetto ai problemi odontoiatrici.
  • L’assunzione per motivi oncologici di bifosfonati per via endovenosa.



I casi in cui invece l’implantologia può essere effettuata, ma con le dovute precauzioni, sono quelli in cui il diabete sia compensato, patologie cardiache, malattie autoimmuni, patologie delle mucose orali e disturbi della coagulazione.

Ad oggi sempre meno persone presentano queste malattie non controllate, sarà quindi compito dell’odontoiatra interfacciarsi con il medico curante per programmare e gestire al meglio l’intervento una volta controllata e gestita la malattia.

 

L’osteoporosi, invece, non costituisce un vero e proprio ostacolo all’implantologia. L’unica avvertenza, in questo caso, è quella di valutare attentamente se la persona in questione segua una terapia a base di bifosfonati. In questo caso, infatti, è molto più facile che l’intervento di implantologia possa avere come conseguenza una osteonecrosi che può essere evitata seguendo dei rigidi protocolli.

 

Nello Studio Dentistico Marras Cossu inseriamo decine di impianti ogni anno e saremo in grado di valutare al meglio ogni singolo caso.

L’impianto post estrattivo, che cosa è?

L’implantologia post estrattiva permette l’inserimento di impianti dentali nell’osso subito dopo aver fatto una o più estrazioni dentarie. Questa metodica porta numerosi vantaggi:

  • Riduzione degli interventi chirurgici, riduzione del numero di anestesie e riduzione di terapie farmacologiche;
  • Tempi di guarigione e di attesa ridotti rispetto alla tecnica tradizionale;
  • Nei casi di carico immediato, dove ad esempio vengono estratti tutti i denti dell’arcata superiore o dell’arcata inferiore, questa metodica ci permette di poter inserire 4 impianti nello stesso intervento chirurgico e nel giro di 24 ore i denti nuovi e fissi provvisori. E’ quello che facciamo abitualmente quando i nostri pazienti non vogliono rimanere senza denti per più di un giorno, altrimenti costretti ad aspettare l’integrazione delle viti con delle scomodissime dentierone mobili.

 

Fin dall’apertura ci occupiamo di implantologia post-estrattiva a carico immediato. Chiama la nostra segreteria al numero 079630835 e scopri se il tuo caso può essere trattato con queste metodiche.

Il carico immediato

Fino a qualche anno fa la tecnica più diffusa era quella di inserire gli impianti per poi utilizzarli solo dopo aver aspettato 4-6 mesi. Nell’attesa i poveri pazienti erano costretti a sopportare delle scomode dentiere mobili che il più delle volte rimanevano a far muffa sul comodino.

 

Le tecniche odierne ci permettono di utilizzare gli impianti saldamente avvitati nell’osso immediatamente, è quindi possibile avvitare entro le 24 ore successive all’intervento dei denti fissi provvisori che permettono di sorridere e masticare fin da subito.

 

La consistenza dell’osso varia da persona a persona, alcuni possono averlo forte e robusto, altri morbido e debole. In tutti i casi, attraverso specifiche manovre di intervento, è possibile però garantire una stabilità ottimale. Nei casi più sfortunati, sempre più in minoranza, quando l’osso è davvero morbidissimo, non dovremo rinunciare ai denti fissi ma bisognerà pazientare circa tre mesi.

 

Vuoi sapere se il tuo caso può essere trattato immediatamente? Chiama la nostra segreteria al numero 079630835 per fissare un consulto.

Come pulire al meglio le protesi su impianti

Alcuni pazienti sono convinti che sia inutile pulire gli impianti dentali, visto che non si trattano di denti veri, e quindi non si possono cariare.

 

È uno degli errori più gravi.

 

Le protesi su impianti hanno bisogno di più cura dei nostri denti naturali. I batteri presenti all’interno della nostra bocca come possono causare carie e problemi ai denti possono andare ad interferire con i nostri nuovi denti fissi. Tra le patologie più rischiose c’è la perimplantite, una brutta malattia che causa la perdita dell’osso attorno agli impianti che nei casi peggiori può portare al ciondolamento e la perdita della protesi.

 

Gli strumenti necessari per un’adeguata pulizia sono:

  • Lo spazzolino, sia elettrico che manuale;
  • Il filo interdentale super floss;
  • Lo scovolino;
  • L’idropulsore.

 

Nel nostro studio i pazienti implantari effettuano visite di controllo semestrali, con accurati richiami di igiene orale professionale e radiografie che portano a garantire i lavori nel tempo evitando quindi spiacevoli conseguenze.

Le malattie che colpiscono gli impianti il più delle volte sono asintomatiche e se non trattate in tempo portano alla perdita prematura con conseguenze sia cliniche che economiche.

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